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Credo di sapere a cosa stai pensando: “Toh, è spuntato l’ennesimo blog che parla di digital marketing!”.

 

Quanti articoli di blog avrai letto e spulciato? Un centinaio, forse un migliaio? Molti ti saranno stati utili, altri un po’ meno. Perciò, ti capisco se lo hai pensato.

 

Sai, fa strano persino a me che sto scrivendo. Io, che non ho mai sperato di aprire uno spazio in cui parlare delle cose che mi appassionano.

 

Perché non ho mai creduto nelle mie capacità, tanto meno di poter fare della buona scrittura. Poi, un giorno, qualcuno si è congratulato con me per aver raccontato alcuni eventi in modo così coinvolgente da sentirsi lì accanto a me, mentre li avevo vissuti.

 

Ancora oggi mi stupisce come e quanto il parere di chi stimiamo possa incidere positivamente, tanto da farci cambiare punto di vista e persino l’opinione su noi stessi. Spesso e volentieri, solo così ci concediamo delle opportunità. Come ho fatto io, dedicando anima e cuore alla scrittura, al punto da renderlo il mio lavoro. E ora apro perfino un canale per condividere e ispirare, ma soprattutto aiutare gli altri a progettare e lottare, per far concretizzare i propri sogni.

 

Te lo racconto perché tu comprenda che questo progetto ha un intento serio: essere utile e di valore per chi lo leggerà. Lo faccio perché ci credo. E non voglio rubarti del tempo. Semmai, vorrei arricchirlo.

 

Tuttavia, anche se ti sembrerà bizzarro, non sono qui per cercare di convincerti a leggere questo blog. Sarai tu stesso a ritornare qui se ne avrai il piacere. Ti spiego subito il perché: questo spazio è destinato ad argomenti ben precisi, avrà le sue peculiarità dovute al mio specifico percorso, alle mie propensioni e al mio bagaglio formativo.

 

Per questa ragione, potrebbe essere considerato noioso dalle persone prive di entusiasmo e con scarsa curiosità verso i temi trattati, ma ancor più per coloro che non hanno ben compreso il potere della comunicazione efficace.

 

Perciò, direi che questo blog fa per te se:

 

 

❖ Vuoi conoscere meglio il Social media marketing e, più in generale, il web marketing.

 

❖ Ti interessa capire cos’è il Copywriting persuasivo e la scrittura di testi SEO Friendly, per essere trovato dai motori di ricerca.

 

❖ Sei curioso/a di sapere in cosa consiste il Neuromarketing e come funziona, con esempi e casi studio.

 

❖ Hai bisogno di coltivare la tua creatività per migliorare il Content marketing del tuo business e ti affascina lo Storytelling, ossia l’arte del racconto.

 

❖ Desideri avere qualche nozione sul Project management, cioè la pianificazione e organizzazione in ambito lavorativo e non solo, che può migliorare notevolmente la qualità del tuo lavoro e delle relazioni con la clientela.

 

 

In particolare, il blog potrebbe stuzzicare il tuo interesse se sei:



❖ Un/a imprenditore/imprenditrice che ha degli obiettivi di business,

 

❖ un/a libero/a professionista che desidera godere di una buona reputazione,

 

❖ un/a artigiano/a o un/a commerciante che sogna di creare o migliorare la propria attività,

 

❖ nel direttivo di un’associazione che vorrebbe massimizzare il potenziale dell’organizzazione.

 

 

Ora, dimmi di te. Quale argomento ti interessa maggiormente?


Fammelo sapere: compila il form.

 

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Fai di tutto per attirare l'attenzione delle persone a comprare i tuoi prodotti o servizi, ma non ottieni i risultati che desideri? Scopri come rivolgerti ai potenziali clienti attraverso la costruzione della Buyer Persona.

 

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Per attirare l’attenzione delle persone giuste devi conoscere il tuo cliente ideale e allenare la tua capacità di ascolto.

 

Sì, hai letto bene. Devi ascoltare.

Con la creazione delle tue Buyer Personas sarai capace di indirizzare il tuo messaggio ai potenziali clienti.

 

Vediamo cos'è, a cosa serve e come si crea una Buyer Persona.

 

 

Buyer Persona: definizione

 

La Buyer Persona è una schematizzazione del profilo di un ipotetico e potenziale cliente. Essa si compone di un insieme di caratteristiche socio-demografiche, psicografiche e comportamentali del target a cui è destinato il tuo prodotto o servizio. Per creare la Buyer Persona ci si basa su persone esistenti di cui si ricavano gli aspetti in comune, tramite ricerche sul web e contatti diretti nel mondo reale.

Più informazioni si raccolgono, più approfonditamente si conoscerà il tipo di persona potenzialmente interessata al prodotto o servizio che l’azienda o il professionista offre.

 

 

A cosa serve costruire la Buyer Persona

 

L’analisi della Buyer Persona è di grande aiuto per chi vuole:

 

• delineare il profilo del cliente ideale;

 

• elaborare le strategie più adatte a promuovere prodotti/servizi;

 

• attirare l’attenzione e l’interesse con messaggi rilevanti per il potenziale cliente;

 

• approcciarsi nel modo giusto alle persone interessate;

 

• creare prodotti o servizi su misura per la propria clientela;

 

• migliorare la customer care;

 

• eliminare eventuali barriere d’acquisto;

 

• comprendere cosa o chi influisce sul cliente che decide di acquistare il prodotto/servizio.

 

 

Come creare una Buyer Persona


Le fasi per delineare il profilo della Buyer Persona sono sostanzialmente tre:

 

1. Raccolta dati

La raccolta dati consiste nel cercare tutte le informazioni che possono esserci utili per creare la Buyer Persona, attraverso ricerche, sondaggi, interviste sia a clienti già acquisiti che persone potenzialmente interessate. Interagire con i clienti acquisiti, sia sui social che di persona, può essere un ottimo mezzo per capire il pubblico.
L’ascolto dei feedback e il monitoraggio diventano parte fondamentale per comprendere come comunicare con il cliente ideale.

 

2. Analisi

Attraverso la raccolta di informazioni emergono necessità, difficoltà, perplessità, obiettivi e interessi del proprio cliente tipo. Ciò permette di trovare gli elementi in comune tra i vari clienti e quelli potenziali. Questi comprendono gli aspetti:

 

• socio-demografici (l’età, il genere, l’istruzione, la provenienza, lo status economico e familiare, ecc.);

 

• psicografici (lo stile di vita, la personalità, gli interessi, le necessità, le frustrazioni, le abitudini, i valori, ecc.);

 

• comportamentali (chi o cosa ne influenza l’acquisto, perché compra, come interagisce con l’azienda o il professionista, ecc.).



Per raccogliere tutte queste informazioni, puoi controllare gli insights dei tuoi account social professionali e gli analytics del tuo sito web.

 

3. Creazione

Una volta raggruppati tutti gli elementi in comune, ogni gruppo di persone che condivide determinate caratteristiche darà vita a una categoria di Buyer Persona. Si tratta di una segmentazione del tuo pubblico di riferimento, che ti permetterà di categorizzarlo meglio.
Il passo seguente sarà quello di creare delle rappresentazioni schematiche, alle quali si attribuirà un nome, un volto e saranno elencate le caratteristiche socio-demografiche, psicografiche e comportamentali raccolte.

Buyer Persona: template

 

Ecco come si presenta un template di Buyer Persona.

Vediamo quale sarebbe l'identikit del cliente ideale di Paolo, gestore di una piccola struttura ricettiva in Sardegna:

 

- situata a metà tra la montagna e il mare,

- adatta alle famiglie e dall'aspetto confortevole,

- dove poter ospitare gli amanti di molte attività all'aperto,

- dotata di servizi vicini (ristoranti, agriturismi, supermercato, farmacia, ecc.),

- che accetta gli animali domestici.

 

 

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Con lo studio della Buyer Persona, si è in grado di ottimizzare tempo e denaro, intercettando le persone che possono realmente diventare clienti. Risulta specialmente utile se si vuole investire in campagne pubblicitarie, aumentare le vendite e creare relazioni basate sulla fiducia.

 

Vuoi imparare a creare messaggi efficaci che mirino alla tua Buyer Persona e aumentare le vendite? Posso aiutarti a farlo!

 

Se desideri supporto per creare la tua Buyer Persona, puoi prenota qui una consulenza.

 

 

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La gestione dei social media gioca un ruolo cruciale nella promozione di un’attività professionale. Per questo, ci sono delle ottime ragioni per cui dovresti affidarti a un professionista in grado di sfruttarne l’enorme potenziale.


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Ti sottoporresti mai all’estrazione di un dente sapendo che verrà eseguita da una persona che si improvvisa come dentista?

 

Credo di no, o sbaglio?

 

Eppure, molti professionisti si improvvisano nella gestione dei social media aziendali. Uno spreco di risorse, se si pensa alle grandi opportunità che si perdono.
C’è chi pubblica sui social senza investire in una consulenza o chi delega la gestione a persone senza alcuna competenza - come ai famosi “cugggini” - di fatto, ignorando i seri rischi a cui va incontro la propria reputazione.

 

Quindi, perché affidarsi a un professionista? Forse è meglio far prima un passo indietro per chiarire il ruolo del Social media manager.

 

 

Social media manager: cosa fa

 

Prima di tutto, il Social media manager è un professionista della comunicazione che si occupa di definire e gestire l’identità verbale e visiva di un'azienda, un professionista, un'organizzazione o un personaggio pubblico (artista, politico, sportivo, ecc.).

 

Perciò, è evidente che chi svolge un simile compito deve possedere delle competenze specifiche. Ogni azione è parte di una strategia social, ideata per raggiungere un obiettivo di comunicazione preciso:

 

Brand awareness: far crescere la notorietà del brand.

 

Lead generation: ottenere nuovi contatti con potenziali clienti.

 

Reputation: migliorare la reputazione.

 

Engagement: creare coinvolgimento e generare conversioni (commenti, condivisioni, acquisti).

 

Fidelizzazione dei clienti: cercando di creare il passaparola.

 

 

Gestione social media: 3 buoni motivi per affidarti a chi è del mestiere

 

Se vuoi che i tuoi obiettivi di marketing abbiano successo, il primo passo da compiere è investire nella formazione di una risorsa interna dell’azienda, che si occupi esclusivamente della comunicazione social.

 

In alternativa, sarà utile contattare un professionista in modo che, anche solo con un pacchetto di consulenze strategiche, possa affiancarti nella gestione. Oppure, rivolgersi a un Social media manager per un rapporto di collaborazione, perché:

 

1. La gestione dei social richiede competenze specifiche

 

Chi gestisce i social deve confrontarsi con delle sfide talvolta molto complesse, che necessitano di una buona capacità di analisi, progettazione, organizzazione e la predisposizione alla creatività. E, di norma, quelle competenze le ha conseguite perché ha speso ore e ore in sui libri o in anni in formazione, non affidandosi ai corsi dei sedicenti maestri... di fuffa!

 

Quali sono le principali sfide per un Social media manager professionista?

 

Analizzare il contesto di partenza del cliente: identificare il target, i competitor, i valori che consentiranno al cliente di posizionarsi per differenziarsi dalla concorrenza.

 

Sviluppare una Social media strategy, in base agli obiettivi di comunicazione.

 

Individuare i canali più adatti al business del cliente.

 

Progettare un Piano Editoriale e un Calendario Editoriale.

 

Realizzare contenuti in grado di trasmettere i valori, comunicare i prodotti/servizi al target.

 

Programmare le pubblicazioni sui software di gestione dei social media.

 

Ascoltare e interagire con la community (fan, follower, ecc.).

 

Aiutare a migliorare la Customer care.

 

Stabilire un piano di Crisis management, ossia la gestione delle criticità.

 

Gestire il budget da investire per eventuali campagne di advertising a pagamento.

 

Monitorare e migliorare la strategia, interpretare i dati e inserirli in un report.

 

Gestire i social media significa avere un'idea chiara di quel che si sta facendo, poter mostrare dei report di cadenza periodica al cliente, saper affrontare una situazione di crisi o persino di emergenza.

 

2. Il Social media manager si aggiorna continuamente

 

Che lo vogliamo o no, il mondo digitale influisce sulla nostra quotidianità e fa sì che tutto corra e scorra freneticamente. Ciò che era di moda ieri, oggi è acqua passata. La comunicazione online segue le proprie regole e ogni canale social ha un linguaggio differente dagli altri.

 

Per queste ragioni, come qualunque altro professionista, chi gestisce i social media deve costantemente aggiornarsi sui trend e sulle nuove funzionalità integrate in ogni piattaforma.
Inoltre, un professionista sa che Facebook, Twitter, Instagram, LinkedIn, Pinterest sono mezzi per ottenere obiettivi differenti. Non vanno utilizzati in modo sconclusionato.

 

3. Il Social media manager freelance ha una partita IVA

 

Potrebbe sembrare una banalità, ma affidarsi a un professionista che dispone di partita IVA, visibile nel suo sito web, ti consente dei vantaggi. Infatti, chi possiede a sua volta una partita IVA con regime ordinario o semplificato, ha l’opportunità di detrarre le spese di gestione dei social media. Un’ottima ragione per considerare il social media marketing come un investimento, non una perdita di denaro.

 

 

 

Insomma, oggi i social media sono uno strumento promozionale e di vendita a cui non puoi assolutamente rinunciare.

 

Spero di averti chiarito cosa significhi affidare i social media a una gestione professionale, gli obiettivi che puoi raggiungere e i vantaggi di cui puoi beneficiare.

 

Vuoi affidarti a una gestione dei social professionale?

 

Se vuoi sfruttare tutto il potenziale della comunicazione sui social media fatta in modo professionale, contattami!

 

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